Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
de Francesco Petrarca(2005)
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Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nutriva ‘l core
in sul mio primo giovanile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono:
del vario stile in ch’io piango e ragiono,
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, non che perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesimo meco mi vergogno;
e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quando piace al mondo è breve sogno.
