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Quasi un madrigale

de Salvatore Quasimodo(2010)

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Mediu
Il girasole piega a occidente
e già precipita il giorno nel suo
occhio in rovina e l\'aria dell\'estate
s\'addensa e già curva le foglie e il fumo
dei cantieri. S\'allontana con scorrere
secco di nubi e stridere di fulmini
quest\'ultimo gioco del cielo. Ancora,
e da anni, cara, ci ferma il mutarsi
degli alberi stretti dentro la cerchia
dei Navigli. Ma è sempre il nostro giorno
e sempre quel sole che se ne va
con il filo del suo raggio affettuoso.
Non ho più ricordi, non voglio ricordare;
la memoria risale dalla morte,
la vita è senza fine. Ogni giorno
è nostro. Uno si fermerà per sempre,
e tu con me, quando ci sembri tardi.
Qui sull\'argine del canale, i piedi
in altalena, come di fanciulli,
guardiamo l\'acqua, i primi rami dentro
il suo colore verde che s\'oscura.
E l\'uomo che in silenzio s\'avvicina
non nasconde un coltello fra le mani,
ma un fiore di geranio.

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