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I FIUMI

de Giuseppe Ungaretti(2009)

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Mediu
Mi tengo a quest\'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
in un\'urna d\'acqua
e come una reliquia
ho riposato
L\'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso
Ho tirato su
le mie quattr\'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull\'acqua
Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole
Questo è l\'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell\'universo
Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia
Ma quelle occulte
mani
che m\'intridono
mi regalano la rara
felicità
Ho ripassato
le epoche
della mia vita
Questi sono
i miei fiumi
Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil\'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre
Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d\'inconsapevolezza
nelle estese pianure
Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto
Questi sono i miei fiumi
contati nell\'Isonzo
Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch\'è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

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Giuseppe Ungaretti. “I FIUMI.” Clasici, Poezie.ro, https://poezie.ro/clasici/giuseppe-ungaretti/poezie/i-fiumi-2

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