Girovago
In nessuna parte di terra mi posso accasare A ogni nuovo clima che incontro mi trovo languente che una volta gi? gli ero
San Martino del Carso
Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel
Levante
La linea vaporosa muore al lontano cerchio del cielo Picchi di tacchi picchi di mani e il clarino ghirigori striduli e il mare ?
C’era una volta
Bosco Cappuccio ha un declivio di velluto verde come una dolce poltrona Appisolarmi l? solo in un caff? remoto con una luce fievole
In dormiveglia
Assisto la notte violentata L’aria ? crivellata come una trina dalle schioppettate degli uomini ritratti nelle trincee come le lumache nel
Natale
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e
Italia
Sunt un poet un strigăt unanim un cheag dospind de visuri Sunt un fruct din mii de-altoiuri felurite pîrguit într-o seră Dar poporul tău e
Etern
Eterno Tra un fiore colto e l\'altro donato l\'inesprimibile nulla Etern Între o floare culeasă și o alta dăruită inexprimabilul
In memoria
Si chiamava Moammed Sceab Discendente di emiri di nomadi suicida perch? non aveva pi? patria Am? la Francia e mut? nome Fu Marcel ma non
Agonie
Să mori aidoma ciocârliilor însetate deasupra mirajului Ori aidoma pitpalacului trecătorului de mare până în tufele de mai aproape fiindcă
Pellegrinaggio
In agguato in questa budella di macerie ore e ore ho strascicato la mia carcassa usata dal fango come una suola di spinalba Ungaretti uomo
Veghe
O noapte-ntreagă aruncat lângă un tovarăș măcelărit cu gura lui scrâșnită întoarsă către luna plină cu mâinile lui umflate pătrunzând în
Sunt o creatura
Ca această piatră de la S.Michele atât de rece atât de rugoasă atât de uscată atât de refractară atât de total lipsită de suflet Ca
Texte în alte limbi:
Veglia
Un\'intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle
La Madre
da Sentimento del Tempo - da Leggende) E il cuore quando d\'un ultimo battito Avrà fatto cadere il muro d\'ombra Per condurmi, Madre, sino al
Mattino
m\'illumino d\'immenso
Cielo e mare
m\'illumino d\'immenso con un breve moto di sguardo. (gennaio 1917)
Agonia
Morire come le allodole assetate sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perchè di volare non ha più voglia Ma
Sono una creatura
Come questa pietra del S. Michele cosí fredda cosí dura cosí prosciugata cosí refrattaria cosí totalmente disanimata Come questa pietra è
Malinconia
Calante melinconia lungo il corpo avvinto al suo destino Calante notturno abbandono di corpi a pien\'anima presi nel silenzio vasto che gli
Eterno
Tra un fiore colto e l\'altro donato l\'inesprimibile nulla.
Tutto Ho Perduto
Tutto ho perduto dell\'infanzia E non potrò mai più Smemorarmi in un grido. L\'infanzia ho sotterrato Nel fondo delle notti E ora, spada
I fiumi
Mi tengo a quest'albero mutilato abbandonato in questa dolina che ha il languore di un circo prima o dopo lo spettacolo e guardo il
Dove la luce
Come allodola ondosa nel vento lieto sui giovani prati, le braccia ti sanno leggera, vieni. Ci scorderemo di quaggiù, e del male e del
