il cielo scorre nel fiume col nome gridato
dai tristi uccelli,
sulla faccia non cresce più nessun’ombra,
anche se scrivo con la mano destra girando verso il tempo
il cuore batte ancora a
il letto vicino è stato vestito tante volte
in ospedale nevica spesso
non rimane alcuna traccia
la gente va
in terra
per tornare alle loro case
ho cercato alzare dal fondo della
chiudo la porta qui
per aprire l’ultima strada
sui bordi blu
dove la linea delle nuvole finisce nell’acqua
non chiedermi perché ora non parlo
la mia malattia è iniziata
dalla nascita
la