Poezie
A casa
la mia?
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Mediu
A CASA
E siamo tornati a Timisoara
vedo già la città
ho paura, stingimi la mano
due volte- I love you –
è un nostro segno segreto,
due volte due bambini
come due noi tornati indietro nel tempo.
Mi dici sempre che riempio
troppe valigie per così pochi anni
che metto dentro smisurato sentimentalismo,
liste interminabili – things to do –
e che mi scordo l’essenziale.
(Non stiro più, mi ami lo stesso,
anche quando mi lamento di fare bei sogni.)
Le strade sono le stesse, solo io
sono cambiata; immatura, di certo,
con un capello bianco che mi ossessiona.
Temo che a casa – dove mai sarà la MIA casa? –
non mi riconosceranno più
i miei amici pochi, inesistenti direi.
Sono passate ore od anni da quando partii?
Papà dice minuti, pensa che così
potrà allungare le vite, la sua e la mia.
Peccato che le progetta identiche a le precedenti – paralleli.
Un mio gomito tenta di deviare la sua mano
è troppo tardi ormai... ha finito il disegno
e posa sul tavolo il righello.
Fa male qui.
Tornerei domattina a Bologna,
consapevole che mi mancheranno
le buche nel asfalto,
le buche dove nascondo emozioni.
Andiamo dai contadini
a comprare cetrioli, pomodori e cipolla.
Pure tu apprezzi il loro sapore.
Sediamoci a terra, in cerchio
in quattro e ce ne accorgeremo
che nemmeno ci serve una casa.
022.442
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