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Capitano Bandiera Nera

1 min lectură·
Mediu
Cadevo sul mondo al risveglio
Pesante e stanco di traversate abissali,
Svenivo sulla cresta di un monte banale,
Appena l’occhio si destava meglio.
Volevo navigare la speranza
Durante le nostre sedute di versi,
Ignorando la vita e le sue passioni
Offerte con la sua bocca dipinta in rossetto.
Plagiato dall’incerto e dalla tua bandiera corsara,
Tormentavo le griglie diurne di sta monotonia,
Tu mi rincorrevi alzando la vela,
Prendendo le assurdità delle mie scelte a schiaffoni.
Era giorno, ricordi?
Non notavo il fatto,
Che avevo dimenticato di planare col cuore,
Tu, già lontano e sulla cresta dell’onda
Avevi un sogno tuo da volare.
Ho costruito una nave di frammenti umani,
Ho alzato la bandiera nera
Col urlo “Avanti ciurma!“,
Sono partito fra pesci diurni e sirene in minigonna,
A plasmare con la mia “lux” orbitale
Le esigenze medianiche del dio uomo.
Ora cado sul mondo da una cascata di sogni,
Mentre amoreggio coi seni di un’onda,
Capitano Bandiera Nera,
Lasciando l’ancora salda nella banalità del suolo,
Nelle ore diurne spaventate dal Fato,
Tornando libero al tramonto,
Sopravissuto a celie ed ottusi marosi,
Di alzare la vela e cavalcare
I tentacoli del sogno sconfinato
Capitano di una bandiera col teschio umano.
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Poezie
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Jacqueline Cristina MIù. “Capitano Bandiera Nera.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/241087/capitano-bandiera-nera

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