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clandestini

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Mediu
ancora accendo la luce cercando il cibo dai tuoi occhi
l’inverno sembra oramai destinato
a riempire il vuoto di pagine
non temo questo mondo ordinario
non temo il buio tra le pieghe del cuore
ma il tuo silenzio
non posso più saziare la bocca solo di dolci parole
mentre disfatto l’attimo si lega alle nebbie del ricordo
baciamoci
baciamoci con le lingue selvatiche
tremanti di sogni
il gemito della stanza davanti al stellato c’ignora
come se i nostri sussurri fossero trasparenti
addosserò la colpa di questo momento alle mie labbra
vinte dal profumo in cui hai messo la Primavera
i tuoi palpiti sotto il mio palmo
non mentono
non mente l’amore che affonda madido il suo corpo
nei pensieri
io sono un eterno incompiuto
l’uomo che danza con le nuvole la medicina d’inchiostro
ma davanti a te i solchi sul ghiaccio in cui compongo
diventano evidenti
e l’uomo spoglio del vanto di parole ti porta
le sue ali
con cui coprire lo spazio vuoto della tenebra
quando le maschere saranno cadute
quando non mi domanderai per l’ennesima volta se t’amo
quando la lacrima spremuta dalle ciglia
caduta
mi renderà credibile
e le parole avranno smesso di irrompere esauste d’incertezza
nei nostri abbracci
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Poezie
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Jacqueline Cristina MIù. “clandestini.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1821790/clandestini

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