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dove splendono le stelle l\'anima percepisce l\'eterno

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piovono
ma tu non lo sai
davanti alla tua finestra
le stelle
il tempo no ha concezione dell’attimo
noi siamo sempre perdenti al suo cospetto
brillo
ardo
impazzisco da solo
al buio
strade si riversano solitarie nel mio volere trovarti
tu
davanti allo specchio pettini
ogni sogno
come se il cavaliere servente sfondasse il vetro
con la sua spada
per rapire la sua principessa dal regno diurno
per portarla lontano dai peccati
dai draghi di metallo e cemento
dai diavoli
rimiro
la mia musa conosce solo il brillare di candele
senza entusiasmo leggo dall’ombra la bellezza
e rimpiango
ciò che non potendo sfiorare mi resterà a vita dentro
chiuso
la notte mi apre le braccia
il gaudio del vento cerca di raggiungere nel freddo ramo
l\'illusione di fronda
imprigionato ma senza il peso di pareti intorno
mi perdo
quel che sono vuole restare almeno nella bugia dell’amore
magico
solo i miei pensieri non riescono a liberasi dal corpo
abbiamo tutti fardelli che si trascinano con la memoria
ardiamo
anche se nell’animo del poeta
c’è il buio pesto
conosci i miei limiti
impaziente
imbranato
imperfetto
terreno
le parole mai dette non si scrivono
alcuni battiti che il cuore teme
sono un’ infezione
cogli le ragnatele agli angoli di una stanza spossata dall’ombra
niente luci
solo confusi contorni siamo un piccolo battito d’ali
entrambi nel labirinto della mente ghiacciato
stringimi
e ferma del passo il tremore
che da tanto m\'uccide e mi nutre
**
a volte per non sentire il peso del fuoco tra le pareti del petto
piovo cercando di percepire le nuvole sotto i piedi
non ho mai dubbitato che l\'amore avesse una fede
sebbene una goccia d\'acqua non spenga una stella
miro all\'infinito perché è li che il mio cuore t\'attende
battito dopo battito
ferito da una vita poche volte allegra
sono un piccolo uomo senza il disperato bisogno di Regni
ma col credo che porti nell\'alma una corona
vincono in me a volte
le ombre peste
il nero del pensiero contaminato col desio
mi difendo dal male cercando nella quiete
di separarmi dal bruciare del corpo
col volo
giurandoti coi palmi rivolti agli occhi che teneramente chiudi
sperando d\'avere la forza di ritrovar nel sogno la passione
ed io di respirare
perché di nulla altro porto nel mio io il peso
solo se anche tu hai preso dalla stessa aria
il fiato
ho sempre pensato la mia strada fosse un senso unico
dritto all\'Inferno
io l\'ultimo condannato a morte
per aver guardato troppo le stelle
ho sempre vissuto cercando nella catena di agonia
il genio
il lampo di luce che mi portasse al mio sogno
ho cercato di pagare nella vita
tutti i miei debiti lasciati aperti dall\'altro
quello che lo specchio non vede
quello che non si fa mai la barba
ho dimenticato sai
il vero sapore d\'un bacio
forse a volte la mia anima piange
ma io non piango
io piovo di stelle
perchè il tuo sogno deve veder compiersi la magia
non chiudere mai la porta
perché quand\'io m\'accenderò
sarà la più grande pioggia d\'astri
di cui alcun poeta
avrà conosciuto stupore
e se dovessimo un lontano giorno invertire le parti
ti prego torna ad essermi goccia
e spegni cadendo
il fuoco rimasto non in me
ma nell\'uomo
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Jacqueline Cristina MIù. “dove splendono le stelle l\'anima percepisce l\'eterno.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1817047/dove-splendono-le-stelle-lanima-percepisce-leterno

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