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l\'ardire del Me che vuole l\'Assoluto

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Mediu
nascosto nella stoffa leggera
il piccolo battito d’ali
osa immaginare quel volo
i piedi tolti i freni di terra assaggiano l’aria
la testa beve dalle nuvole
le prime gocce d’acqua
l’uomo si copre di sogni
l’uomo abbraccia il cielo
avvolta la pelle nella purezza del verso
l’anima spande i suoi sussurri
sul piedistallo del piacere
s’erge il Dio di questo prego d’inchiostro
giocano nella testa le ombre con le fuggitive chimere
ai sensi la piuma piace perché rende ubriaco il pensiero
tutto quello che la parete ingoia non è fumo
ma gli spettri del tempo rinnegati dal cuore innamorato
del poeta
il ballo delle vergini stelle è plagiato dalla metafora
il miracolo di luce nella tenebra
è vinto alla Luna dalle parole dolci
i tuoi occhi da sopra le nuvole sembrano tizzoni di lava
il mio piccolo battito d’ali
vincer ti può alla morte
gusto il vento sulla faccia
l’ardire di quel me che vuole l’assoluto
cercando nel angusta crepa dell’alma
l’ombra
il delirio dell’onda infinita delirante spari di luce
sul mio universo di carta
nelle lenzuola madide di sudate carezze
perché sulle gote notturne sta per nascere l’inverno
coi suoi chicchi di ghiaccio tra le ciglia
mentre sull’io inerme davanti alla natura
irrompe il ficco narciso
ma il me gabbiano apre le ali e vola
per un piccolo assaggio
d’incantesimo
che le tue labbra livide
offrono al viandante del sogno
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Jacqueline Cristina MIù. “l\'ardire del Me che vuole l\'Assoluto.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1813551/lardire-del-me-che-vuole-lassoluto

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