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Mediu
strappate agli aculei di gelo le ultime foglie
ti salverò dal crudo cadere della pioggia nell’infante autunno
mi vestirai con le feste dei primi soli dopo la brina
in versi lascerò che il precipitare dei pensieri ti sia corona
ed avremmo nelle gemme i primi figli di Novembre
dopo che i nostri corpi nel letargo si saranno amati
illusi
stringendo tra le spire del silenzio il loro canto sommerso
come un duetto d’anemoni intrecciate ai respiri
come due nuvole nel cielo sopra il vento adirato
noi nell’attimo colto per la semina di stelle
infiniti come il bagaglio di sogni nell’animo
quando il mugghiare dei cori a tarda sera
coperto sarà dal ghiaccio
nevicheremo col blu amore sugli altri
davanti alle loro finestre spalancate sui cortili di neve
avvolta avrai la dolce radice nel muschio dei versi
nemmeno il fango sfiorare potrà la tua linfa
il lungo dormire porterà il mio ricordo nel tuo petto
porte senza serrature il destino aprirà nella mente
e lì c’incontreremmo con imperituro ardore
lì la nostra forza unita gemicherà la marea d’inchiostro
ti salverò alle mani terribili della morte
dai mostri
dagli scheletri di legno
per farti fiorire
a Primavera coi petali zuppi di rugiade dolci
in cui lasciare dissolvere della memoria ogni male
carezzato il labbro con l’ambrosia dal calice
del petalo tuo suadente
eterea sposa nel diamante dell’io consumato dal fuoco
nelle piccole gocce di sangue versate sui fogli madidi del sudore
estatico
come consumata è la via verso il Paradiso dei sensi
e la pianta dei piedi che scrive col suo dolorante passo
verso la porta del cuore tuo
la strada
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Jacqueline Cristina MIù. “....*********.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1809617/text

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