Poezie
Idillio
3 min lectură·
Mediu
legati entrambi i polsi al filo magico della non fine
il riso del folle apre il sipario a Lune sbronze d’inchiostro
il verso erode le mura dei silenzi
ogni sasso diviene l’arma del delitto per quel argenteo riflesso d’acqua
i profondi laghi dell’anima hanno fondali di carta
possono volare i pesci nelle stanze della mente aperte all’ignoto
avvolti sono nello zucchero i palpiti dell’esistenza
s’amano col fuoco i minuti del tempo
che firmano il delitto di soffocare l’alba
tra l’abbraccio innocente dei corpi
i pensieri sono scudi ritagliati tra le pieghe della coscienza
fiumane le pagine dei cieli intoccabili dal vento
disegni fratturati nei puzzle dell’occhio preso dal vortice dei sensi
unire e non dividere si dovrebbe al cordone ombelicale del sogno
le piccole ali pronte per il migrare ancora
i pensieri sono nelle rughe del poeta come ricchi doni dell’io
la copertina d’un autore ha vita come il suo polso
desiderare poesia è una lacrima baciata dall’aria
prima che la bocca la riporti all’occhio dell’alma
col bacio della lingua sopra il labbro
l’autunno muore nella nebbia velata da brina
la sua ruggine rimane sul fondo della parole
immersa si disperde nell’amniotica bolla poetica
la Ragione
amplessi d’aria col vento alterano l’odore della sera
vogliono intingere nella luccicanza dalle viscere del foglio
le passioni
sono 360 i tasti neri su cui si compone una vita
non suonano mai le mani nude le pietre del destino
per meglio scivolare sui graniti dell’ascolto
si confessano abbandonai al Silenzio i sentimenti
mordono per non voler morire la carne delle Moire
i denti
lame sterilizzate dal gusto del sangue immortale del poema
forse spogli da ogni circostanza
lasceremo schiantarsi l’urlo d’Ottobre
contro il vetro caldo
il respiro si scaglia in alto come un sasso
per sfondare il tetto blu mai consumato dal volo
brividi
emozioni
confusione
tutto quello che tenta la mente possiede il sortilegio
la covata dei sospiri sulle ceneri di un amore alza fuliggine
tornire si vuol la notte della meraviglia
l’eco di una voce suadente ammanta le ombre
torride cascate per tentarti scendono spenta la luce
nella mente
profumando fiori è chimera a godere del vuoto
congiunta
all’infinita leggerezza dell’amplesso
trasporta il boia sul precipizio del rigo
come una maschera venuta dal nulla
a darti un’altra chance
è di nuovo sentire
di nuovo riempire i polmoni d’odori
ogni passo nella polvere dei ricordi è una carezza sul cuore
col volto nascosto nell’idea
componi la dolorosa e seducente ode alla Musa
il tatuaggio dell’attimo imbriglia tutto il tuo potere
ascolti le orbite compiute dai pianeti col loro sistema solare in testa
sulle rotaie del sangue corrono le paure e le senti vibrare
prima di domarle con la fuga
resta in questo disperare
la magia mai posseduta dal verbo
la felicità si compone dal sacrificio per dedizione
questa è l’unica rivalsa sull’Oscura Dea
apriranno mai le mani dei Poeti la gabbia
con gli occhi bagnati dalle troppe angosce vissute
avremmo mai il torpore e la quiete sul lento andar dell’cuore
nel camminar segreto verso il Paradiso d’Inchiostro
posseduti
grammaticalmente offesi
fantasmi
anime perforate dalle visioni come attaccate alle prese di corrente
posseduti
intoccabili
come pietre incisi dal bello dell’essenza
folli
sempre lacerati dalla tormenta che ispira
e resuscita
dal buio delle terrene passioni
l’idillio scritto
per l’ultimo bacio
001.538
0
Despre aceasta lucrare
- Tip
- Poezie
- Cuvinte
- 545
- Citire
- 3 min
- Versuri
- 84
- Actualizat
Cum sa citezi
Jacqueline Cristina MIù. “Idillio.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1807549/idillioComentarii (0)
Autentifica-te pentru a lasa un comentariu.
