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alla finestra

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Avevo provato ad immaginare negli anni
le tue infinite metamorfosi,
forse nel bozzolo eri umana crisalide
forse la farfalla che sei ora ride
sui fiori dell\'alma di altri estranei che io invidio
o meglio che detesto.
Nei giorni di pioggia mi chiudevo nella prigionia di una stanza e
dal mio eremo di pensavo sconfitto,
ungevo quel cristallo appannato della finestra con un dito
infilando tra le lettere del tuo nome il mio cuore
stizzito....
mangiavo ricordi col pane raffermo
bagnando piccole briciole nel sale di una lacrima
in corsa sulla guancia,
gustavo café freddo col zucchero dei tuoi sorrisi nelle foto,
sospirando nel vuoto come una crudele corrente d\'aria
gelata e
non mi rimaneva nulla se non un crampo allo stomaco,
i battiti folli del cuore schiacciato dal petto con la finastra
dove mi torturavo a guardare il mondo
lontano,
oltre l\'orizzonte dei tetti di cemento.
Oh, potessi averti indietro ...sarei felice.
Potessi scrivere altro e non parole,
dare alla tua bocca coi baci il mio respiro ed
ali per volare che portano via di notte
tra le tue angeliche chimere.
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Jacqueline Cristina MIù. “alla finestra.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1769333/alla-finestra

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