Poezie
SUPERSTRADA
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Non ho sorvegliato la sveglia,
il caffé avrei dovuto berlo freddo e
sotto la doccia calda forse ho realizzato il ritardo
perbacco, un\'altra orrida giornata.
Il bar della stazione gremiva stretto
nel fumo dei contorsionisti dell\'espresso,
\"Scusi, vorrei un capuccino, posso?\"
\"paghi alla cassa\", mi ordina il barista già depresso.
Un cocktail di acidi per dar al sole luce
o una spintarella a sti alieni sulla strada,
per Dio anch\'io sarò informe ai loro occhi
oppure la terra nella notte è stata invasa?
Vibro al clacson mordendo l\'accelleratore,
la supertrada è un infermo nel parcheggio di un ospedale,
immagino quel mostro d\'orologio al mio polso
col volto del mio capo andato a male.
Nel traffico uno potrebbe fare un figlio,
conoscer la futura fidanzata,
aprire un fido col pc che ha ingoiato il filo
della tua conessione al browser.
Non ho sorvegliato la sveglia
ed i miei passi sono una continua esasperante corsa
verso un muro operaio di pianto che
divora le nostre menti, le nostre carni, le nostre ossa.
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- Tip
- Poezie
- Cuvinte
- 170
- Citire
- 1 min
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- 24
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Jacqueline Cristina MIù. “SUPERSTRADA.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1765445/superstradaComentarii (0)
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