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la mela di Eva

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Doveva l\'eternità valer l\'assaggio del proibito frutto,
la conoscenza poteva non valere meno del peccato e
quella donna dal osso fu voluta,
per rompere la regola col suo inganno.
Le ali mancavan a chi aveva già l\'eterno,
un Paradiso che Dio mostrava solo a se e
al suo simile dal fango fatto buono,
per dare all\'Universo un perchè.
La volle bella e pura quella donna,
Eva chiamò l\'angelica figura e
della vita concesse più di un giorno,
al suo svago perfetto in natura.
Il Male volle punger con la lingua,
dando alla serpe il respiro troppo e
col suo consiglio rubò il frutto,
cagionando pena ed oblio all\'uomo.
Terra sei e sarai fin alla morte!
decretato il padre avea alla figlia,
e nel giardino dell\'Eden tornò la notte
appena Eva pianse ad Adamo la loro fine.
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Jacqueline Cristina MIù. “la mela di Eva.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1762433/la-mela-di-eva

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