Poezie
SESSANTASEI GIORNI DI TRAMONTI
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Mediu
Eravamo quasi fusi una alla pelle dell\'altro,
passavamo tutto il tempo insieme,
il nostro becco rotto dai troppi baci,
mortificavan le ali già doloranti sulle passive schiene.
Un semplice autunno è bastato
per fumarci venti pacchetti di sigarette,
ognuna con una traiettoria che richiamava il volo e
nella semplicità di quel momento
la nostra ombra di passeri allungava all\'infinito il ramo.
\"Quest\'inverno nevicherà.\" dicevi,
con le sottane appese ad una sedia monca e
le tue belle gambe nella nebbia delle mie parole
portavan via i pensieri che voglia di volar ne avean poca.
All\'alba, sessantasei giorni di tramonti,
assorbiti da altre albe su noi, animali malati di memorie e
con briciole di tempo caduto,
le nostre mani diventan rigide intorno al legno degli anni.
I nostri cuori erano fucili carichi e
sparava alle Lune piene per dar luce,
alla tenebra buia e minerale,
delle acide assenze della luce.
Eravamo innamorati della foglia,
alla sua danza verticale senza parole e
solo col vento ci lasciavamo cullare,
la fuga dal mondo dei sogni.
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Jacqueline Cristina MIù. “SESSANTASEI GIORNI DI TRAMONTI.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1753405/sessantasei-giorni-di-tramontiComentarii (0)
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