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IDILIO

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Mediu
Idilio
Io m’alzo con le maree in cerca dell’orma asciutta,
Dove le schiume cadutemi dalla chioma possano divenire dolci,
Dove i miei arti di tritone possano prendere radici,
Nella terra sabbiosa baciata dal sole.
Ogni tanto rubo la scena al silenzio ed
Azzardo un tonfo col plauso del fondale
Qualche sirena resta impigliata nel mio sguardo mentre,
Alghe languide mi perforan la scaglia.
Provo a volare sfilando parole salate dalla bocca che
Tu, accogli in baci e
Nelle metamorfosi implumi davanti ad una Luna sorda
Mi lego alle tue labbra bagnate da lacrime felici.
Un oceano t’ascolta poggiando sul mio petto
Son la sua parte che ondeggia infinita e
Tra queste braccia vinte dai dei diurni
Potrei portarti nel più profondo delle mie azzurre acque.
Chi sono?
Un vagabondo
Una canzone di carne
Un fremito di goccia esplosa al sole
Un uomo piccolo nelle tue calde brame.
Io mi alzo con le marre,
Per catturare quei poveri angeli caduti per amore,
Intreccio fili di farfalle sul tuo petto in fiore
con le piume sparse odorose di voli.
Porto una fiamma in cui brucio,
brucio,
Brucio prima di esplodere tra le stelle
Sul tuo sguardo per quegli angeli pietoso ma,
Per me pieno,
Strapieno d’amore.
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Jacqueline Cristina MIù. “IDILIO.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1751392/idilio

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