Poezie
tra i fianchi del peccato
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La natura perversa dell\'uomo
uccisa dalla semplicità di un fiore,
un dialogo in bianco e nero
stretto ai fianchi dai chiodi del peccato.
Lei si fa amare coi pugni nello stomaco,
dalle ore d\'insonnia planetaria,
avvelenate da orgasmi spontanei,
dai tuoi no ad una congiunzione infinita,
col suo cielo troppo rosa alla radice.
Ma stai male.
Le stelle cantano felici sul punto di esplodere,
la Luna fa le fusa come una zitella sofferente,
nei pensieri bruci il sole di ieri, ferito a sangue,
che forse tramonterà un giorno anche
nei tuoi sogni.
Hai un pianto linfatico e silenzioso,
saturo di legnosi nodi alle articolazioni sentimentali,
fai piovere castagne al suo autunno dolce,
per renderla prigioniera nel fango, delle tue orme.
La passione è D\'Etere figlia,
protesta urlando il suo volere al corpo,
dilania e strazia la fonte del respiro
per poi punirla con il pugnal del fuoco
e ardi
consumando della stanza le pareti,
il soffitto banale,
i pavimenti di ceramica finta,
torchiando la luce filtrata da una tenda
come un spaventoso prigioniero di guerra.
La pazienza ha l\'aracnide sotto l\'ascella,
tesse e tesse e tesse
come se l\'eternità non conoscesse il volto della Morte,
tu, vuoi sfuggire al banale ricamo del tempo e
butti qualcosa a caso, sul nudo,
per andar fuori di corsa
a vivere davvero quel amore.
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Jacqueline Cristina MIù. “tra i fianchi del peccato.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1749294/tra-i-fianchi-del-peccatoComentarii (0)
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