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Eclissi di Luna

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Immaginavo la tua bocca una treccia di spine
dalla quale gocciolavan i peccati di donna
nel mio labbro assetato d\'Inferno
aperto come un mare di dolore alle tue spire.
Ma tu avevi profumi diversi dalle altre,
odoravi d\'Oceani salati pugnalati da rive strette e
puntavi i capelli sulle tempie con le ciglia scarlatte
dei cosmi affetti da febbrili pianeti.
T\'avevo messo il cuore nei palmi bianchi
facendo con l\'eco del suo battito, canzone e
ti macchiavo per gioco le lunghe magre gambe,
col sangue blu del mio uniforme amore.
Immaginavo il tuo bacio dolce di miele ma
era ustionante quel suo dannato fuoco,
incendiato ferì mortalmente il mio corpo per averti
prima di spegnerti tra le mie vene.
Ora giaci prigioniera tra le mie braccia,
nell\'ombra confusa dal tuo pallore,
i brividi caldi che il silenzio traccia,
son parole e carezze, sul tuo cuore.
Contusi dall\'eclissi di Luna dormiremmo;
morenti le stelle piangeranno scintille e
domani nell\'alba esausta scriveranno,
qui si amarono due fiammelle.
002.013
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Jacqueline Cristina MIù. “Eclissi di Luna.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1748719/eclissi-di-luna

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