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Il custode

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Chiama il tuo angelo dall\'ombra impietrita,
riscalda un pò la pelle ghiacciata e pallida,
intenerisci l\'alta fiamma dell\'entità
baciando quella bocca incline al freddo.
Lega le grandi ali coi chiodi del tuo palmo
al letto scomposto ancora inodore e
carezza le sue radici ancor umane
col tuo volto dolce avvolto nel silenzio.
Tienilo per mano e fondi la sua pelle
al bisbilgio blu dell\'occhio nero
non farlo scappare tra le tetre stelle
fallo inciampare nel tuo caldo cielo.
Chiama il tuo angelo dalle crepe oscure
della mente sigillata al tempo
confidagli sommersamente le tue paure e
lui scenderà per te dal vento.
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Poezie
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Jacqueline Cristina MIù. “Il custode.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1747530/il-custode

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