Poezie
Vitreo ego
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Mediu
Ha bocca la finestra nel murato osso ed
il suo corpo estrae sangue al vetro
già perforato dai palmi delle piogge
coi fossili imperfetti dell\'umano credo.
Stan morte le chimere col fumo in volto
in tane buie dell\'anima senz\'unghie e
poche delle loro ossa rotte arrivan al pensiero
per dar dei loro sogni la memoria.
Non s\'odian le speranze tra loro e non si aman nemmeno,
si truccan le apparizioni ognivolta,
con entità in osmotico ego di maschere al inverso dei ruoli
colonne portanti del coscio a discapito dell\'alma in rivolta.
Non rifiuto il contrario dell\' essere
ho un risvolto anch\'io e poco più perverso
del normale che apparentemente inganna,
in credo saziato son ben poco e
molto più ben accetto dalle teatrali ombre.
Ho mille metamorfosi morenti
dalle quali risorgo fresco,
con le pelli umane rotte dai freddi denti
delle avversità converse del mondo mesto.
Gli agnelli piangono il proprio supplizio
mentre si fa finta di non sentirne il pianto
noi stessi siam sacrificabili pedine
ma del martirio si tace o non si sente,
perché ha il debole d\'essere umano.
001.423
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Jacqueline Cristina MIù. “Vitreo ego.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1747008/vitreo-egoComentarii (0)
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