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il pianto degli agnelli

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S\'odono al cielo le voci,
mentre il mondo volge il volto a Morfeo
son fili di sangue dolce in ascesa
al cosmo di un giardino addobbo a prego.
Son dei poveri le ferite più taglienti quelle che
trappassan l\'anima col fuoco che
rapiscono la vista all\'uomo cieco
togliendo la speranza dal cuore zoppo.
L\'umiltà non serve l\'assoluto, è schiava
a tutti noi indifferenti ombre,
se mangia il dolore poco importa
la gente non si commuove più e passa altrove.
Son loro i nostri arti rotti della storia,
senza difese davanti alle tempeste sociali,
non han conchiglia sulla pelle arsa ,
nemmeno gioie per sopraffar malanni.
Lor sono i fratti sul disperso oceano
del nostro maledetto mondo
perdutosi per vegliar in vano
sul bene fisico piuttosto che sull\'amore.
Oggi ascolta,
la nenia sofferta del loro sguardo
son piccoli nella miseria dei cartoni ma
anche loro un caldo cuore ce l\'hanno.
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Jacqueline Cristina MIù. “il pianto degli agnelli.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1745710/il-pianto-degli-agnelli

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