Poezie
Rapsodia notturna
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Mediu
M\'estrae il peccato dal sonno
il fievole espiro che sboccia
sul tuo labbro leggero ubriaco
delle stelle colate nel buio.
Sui contorni ancora caldi di carne
non passa più questa notte stellata
tra torture e peccati astratti
io mi perdo drogato di brama.
Le mille pelli che indossi
son unte di piume antiche
quelle che veston tutte le donne
per catturare le belve
nel maschio cuore assente.
Sublimi l\'arte di far magie
sol solo brillare degli occhi
brucio lento con l\'estintore vicino
non potendo gustarti i veleni.
Nella tua anima c\'è il mio notturno faro
a vegliar sulle burrasche amorose
tenendo i demoni nella luce ingabbiati e
gli amanti dal tuo letto lontani.
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- Cuvinte
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Jacqueline Cristina MIù. “Rapsodia notturna.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1745339/rapsodia-notturnaComentarii (0)
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