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Spettri del cuore

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Io, me ne andavo solo, cullato dal vento
nel dardeggio in fiamma tra i salici tristi,
andavo col tramonto nell\'occhio
cogliendo gli attimi infiniti della vita.
Saettavan fantasmi dall\'ombra gravida di nero e
piangente la pallida Luna cullava
le vocali di astri lontani e smarriti,
portavo le membra e il mio pensiero assorti
nel nido caldo dei tuoi appetiti.
I tappeti di fiori, i viali dormienti
nascondevan le umane impronte,
me ne andavo da solo cercando la luce
sfuggendo agli spettri del cuore.
Risuonan gracili i cori nell\'ondeggio di fronde e
resto sedotto per terra,
nell\'impercettibile bisbiglio notturno
il fremere ipnotico mi gemica contro
gli splendori di stelle nell\'orma.
Vorrei partire per non bagnarmi il viso
delle false profezie di rugiada ma
vedo la tua mano nel chiostro dei campi
tesa verso il mio scuro volto
la gamba si sacrifica alla legnosa prigione e
attendo ad amarti con l\'alba.
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Jacqueline Cristina MIù. “Spettri del cuore.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1743826/spettri-del-cuore

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