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FEBBRILI SPETTRI

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Mediu
Palpitan i sinistri lampi nel tronco e
Fendono l’occhio in lutto del cielo,
palpita ancora
il pensiero selvaggio e sinistro
rompendo gli argini al fiume in testa.
Le acque son calme ma
La mia piaga è ferita
Il mio verso langue d’amore e
nei canneti dei vespri tramonta
il fulgido fantasma del sole.
S’intrecciano forme astratte
Sui cirri gemicati di ombre
Ipogrifi morenti di latte
S’agitan ferendo la notte .
Eccoli andare i febbrili spettri
Orrore, tristezza, rimpianto,
coi loro carri funebri sussultan
sugli atomi di luci spente .
Mezzanotte rintocca e
Fa paura il buio,
i canti del mondo sepolto
accarezzan una Luna vampira
un poeta scrive
col ramo del cuore reciso
qualcuno sogna un\' alba bambina.
.
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Jacqueline Cristina MIù. “FEBBRILI SPETTRI.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1743646/febbrili-spettri

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