Poezie
DILETTO INFERNO
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Languido è il lamento dell\'alma mia
un gemito fragile e strozzato
dal rotolo delle ore nell\'età fresca
condannata da lussuria ad amarti.
Andato son per perfidi sentieri,
col cuore impaurito nell\'esilio
la luna tiepida mi rende
il cielo tetro
nel firmamento di stelle troppo vispe.
La tua bellezza m\'è celata dalla notte
del lungo inverno in cui m\'abbandonasti
Tu mia Etere,
Tu mio diletto inferno,
ridona sangue al pallido singhiozzo
nei miei occhi.
Talvolta muoio fuori da stò corpo
in mezzo ad una strada infinita
in mezzo a gente presa da quotidiane ire
da meschine orge di futilità.
M\'annoia l\'attimo che fugge improvviso
astratto privo d\'emotività,
raccolgo le migrazioni degli uccelli
per dare un senso all\' immobilità.
Dove sei,
angelo azzurro
dov\'è il tuo cavallo bianco ed
il tuo pagano are?
Mi ferro il sangue per darti impronta d\'uomo
sulla tua scia arcuata d\'animale.
Vorrei ucciderti nella
memoria
per riviverti un\'altra volta,
al mio lamento tormentato
rispondi
\"ciao amore resto
di addio alla morte e rinasci.\",
MA NULLA AVANZA NELLA BUIA SPEME
se non le raffiche d\'oblio,
rimango provvisorio in attesa
d\'essere in pasto ad un diavolo o
un Dio.
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Jacqueline Cristina MIù. “DILETTO INFERNO.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1743537/diletto-infernoComentarii (0)
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