Poezie
ZEFIRO E BUFERA
1 min lectură·
Mediu
Perdevo uccelli dagli occhi,
Legando all’osso del ginocchio
La Bufera così,
Avrebbe lasciato un segno il pianto,
Di piume collise all’immortale.
Urlavo malinconico coi lupi,
Ai soli conficcati in crepe buie,
Per dare al tramonto il tempo,
Di spargere i cirri rossi del tramonto.
La porta dell’anima
Lamentava ulcere di legno,
Perdute s’erano le radici nel profondo e
I pensieri caduti dagli occhi
Smarrivano all’orizzonte le forme.
Era irrimediabile il vuoto
Lasciatomi dalla tua assenza,
Perdute s’erano le nostre vie,
Coi pesci,
Con gli angeli
Nelle tane segrete delle ninfe.
Nell’ombra uncinata alle ciglia,
Turbe di dolore seguono il vento,
Piantando nell’antro crudo,
Spazio in cui accoppiar parole.
Sbatevan le persiane delle tempie,
Moribondo l’aleggiare mi crepava i giorni,
Sentivo il peso dell’essere terreno,
Dal lungo trascinar delle ossa.
Nel mio lontano ti avvicinai,
Sputando uno Zefiro dal costato roccioso,
Sentivo il respiro caldo del tuo ritorno
Nel palmo in cui mi schiacciasti il cuore.
Potevo cadere più forte ma
Ero leggero
Fuse le squame alle piume di desiderio
Ero pronto di esserti gettato sul cielo cosi
Avremmo albeggiato di nostra luce
O tramontato noi sul mondo,
Piovendo o tempestando a piacere
Soffiando col respiro caldo
Sui tormenti dell’uomo,
l’amore.
001.466
0
Despre aceasta lucrare
- Tip
- Poezie
- Cuvinte
- 200
- Citire
- 1 min
- Versuri
- 42
- Actualizat
Cum sa citezi
Jacqueline Cristina MIù. “ZEFIRO E BUFERA.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1736415/zefiro-e-buferaComentarii (0)
Autentifica-te pentru a lasa un comentariu.
