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ASTRATTE CONFUSIONI

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L’ora in cui s’era spelata la ragion la corteccia di difese,
Viveva confusioni astratte ed inferme
Nelle metà cerebrali dall’ego riabilitate.
T’assorbo il flusso di sangue dall’esile baluardo di pelle,
Forse t’addormenterai sul mio costato
Nella pressione della bocca avida di baci.
Ho centrifugato sinfonie imperiali
Per il tuo delicato udito che soffre di povertà e
Beve a fiotti dal vetro sbeccato
La febbre impaziente d’amore.
Cerco il tuo ciglio per nascondermi dentro,
In profusione di sguardo,
Fumando nel cafè mattutino
Le tue mani avvinghiate al mio fianco.
T’appiccico un bacio e l’animo ci s’incolla tutto,
Ti lascerei andare mio leucemico amante ma
Brilli troppo per lasciarti scappare di nuovo
Con l’alba......
..brilli troppo e
questo è tutto.
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Jacqueline Cristina MIù. “ASTRATTE CONFUSIONI.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/1734150/astratte-confusioni

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