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un Fante in versi ai Re d\'Egitto

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Mediu
non Dante m’indicò la Musa
ma Dio
forse in una notte lunga e fredda
d’oniriche attese
portavo la parola a costume sulla bocca
perché il mio dentro nudo non fosse per gli altri
venite
gridava il Mercante nel giorno dell’Avvento
io spettatore cercavo nei riti pagani
i misteri
leggendo dimensioni di parallela gioia
sui libri antichi
inconsci letti ad Ere
le libere catene sfaldino la dura pietra
la voce di un fante è poco che un sospiro
i Re egizi
oro
fasti
oblio
che attoraccio vien qui a comandare
in pasto ai leoni sarebbe stato il loro veto
offesi perché privati dei vuoti doni
per me
peggio del male
la loro indifferenza
Io sono solo un servo dei sogni d’un bambino
osò dall’anima parlare questa voce
sommi poeti scrivettero felici
di questo mistico evento in umana forma
e tutti
ubbidirono al silenzio
come se ci fosse uno spettacolo più ricco da seguire
non Dante m’indicò la Musa ma un’ombra
lo Spirito di tutti gli illustri
che non temettero le caste
servili mai
alla miseria condanna
io scrivo sotto la regola d’un più grande Eroe
che quello Spirito Divino vela con dubbi
perché delle risposte
noi la ricerca
dobbiamo fare al buio
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Jacqueline Cristina MIù. “un Fante in versi ai Re d\'Egitto.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/13916270/un-fante-in-versi-ai-re-degitto

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