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vengo dal Paradiso

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Mediu
mi dissero
la tua faccia è un vestito che avrai per sempre
eppure ero arrivato a odiarmi allo specchio
c’era qualcuno in me nascosto dentro gli occhi
col ghigno innaturale dell’ombra
sono un uomo che dai libri la polvere mastica
non conosco le infinite vie del Signore che vantate
m’hanno insegnato che al sicuro stanno solo i serpenti
che di notte vedono gli abissi che abbiamo nel capo
qualunque cosa mi può ferire e sempre
ho vinto le mie poche battaglie per nulla
gli eroi sanno di sangue e fango
io resto un mezzo idiota in mezzo ai viali
vendano pure le corone d’alloro
vorrei distribuissero ai poveri il pane
un giorno il tiglio ricorderà chi sono
dall’orma che gli ho lasciato sulle radici
mi dissero
esalta il tuo ego in questo mondo azzurro
ah cannibale la frusta senza fine dei piaceri
il fuoco mi tempra vita e sonno
sebbene in me il battito resti per la donna
vengo dal Paradiso
ho imparato a dire ai fantasmi
qualcuno a volte mi chiede la via
amico rispondo
è solo questione di sogni arrivare
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Poezie
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Jacqueline Cristina MIù. “vengo dal Paradiso.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/13909692/vengo-dal-paradiso

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