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888

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Mediu
zucchero le labbra hanno bevuto pioggia
dammi la tua anima
il diavolo sospira nel buio
la mia anima abita nel petto dell’amore
e lui si è rubato tutti i miei sogni
rispondo all’ombra
tu non sei nessuno
il male morde dall’aria i miei respiri
se io fossi stato qualcuno avrei riso al tuo reclamo
invece del nemico ho stima
tu osi
il vento siede al mio fianco da ere
può darsi
rispondo
ma qualche secondo confino in una morte lontana
dammi la tua anima
non posso
la mano di Parca ha segnato la fine
e tu attenderai
benché grande
al tempo dei mortali
saettando le fronde divise natura
silenzio formò un calderone per streghe
con nebbia leccò dalla viscida bocca il corpo
che in me tremava di linfa
e piacere
ecco mortale l’assaggio d’un Dio
lieta la tua specie trova la voglia
posso penetrarti ogni parte dei sogni
non v’è angolo di cui io non percepisca il calore
l’unghia d’una donna sembrava prepotente
solo la voce in me ribelle
della compiacente forma negò la gioia
e prima di cadere pasto dell’Oscuro
senti un altro me gridare
Via
Via
il buio mi tolse le catene
turbato il cuore scaccio pensieri e sogni
così che il battito quieto potesse riabbracciare
l’alba
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Jacqueline Cristina MIù. “888.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/jacqueline-cristina-miu/poezie/13906861/888

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