Poezie
Lettera a mio padre
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Mediu
Lo so: mi dimentico di aspettarti
dove l’angolo di terra rammenda le ombre.
La casa dei vivi tuttora è senza porte
non hanno vetri la finestre
e mi è difficile non udire
il frastuono che penetra le stanze
e mi costringe e mi domanda
ed io stesso a domandarmi: chi per me?
Ci trascina la corrente:
nulla cambia. Ci trascina come legni d’un naufragio.
Ci aggrappiamo l’un con gli altri
perché la leggerezza dei corpi
non sia preda delle onde rapaci.
Per non affondare come i sassi
tirati nello stagno
per vedere la danza dei cerchi.
Non temo i fondali.
In me vivono il piacere e le pene dell’anima:
sono colui che canta e colui che impreca.
Negli abissi ho veduto forme luccicare
di colori guizzanti e relitti disarcionati
sonnecchianti con il loro viaggio
in un letto di moltitudini.
Quando sono riemerso ho scritto poesie.
Non l’hai mai saputo.
Le tue mani operose piene di croci
e spighe di grano m’azzittivano.
Allora mi appoggiavo allo stipite
guardando la tua nuca grigia
dal sonno ciondolare dopo il pranzo.
Poi di corsa andavi a legare le scocche
nella cenere del Lingotto.
La casa dei vivi è senza porte
e non hanno vetri le finestre.
Tutto l'attraversa
senza lasciare odori o impronte
senza un’iscrizione sulla colonna dell’istante.
Ma quante volte sul margine dell’insonnia
quante volte io lì mi fermo
ad ascoltare il tuo presente.
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Despre aceasta lucrare
- Autor
- Giovanni Abbate
- Tip
- Poezie
- Cuvinte
- 231
- Citire
- 2 min
- Versuri
- 40
- Actualizat
Cum sa citezi
Giovanni Abbate. “Lettera a mio padre.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/giovanni-abbate/poezie/13992161/lettera-a-mio-padreComentarii (0)
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