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Neanderthal

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Mediu
L’arbitrio di Kronos mi consegnò
in un groviglio di vegetazione
e grida di bestie che rompevano il silenzio.
M’impaurì il fuoco
d’improvviso scaturito da un fulmine.
Ebbi il coraggio di rubarne un poco
e lo custodii
perpetuandone i tizzoni
a futura memoria.
Di mezzo alle tenebre
fui attratto dall’odore della femmina
e mi congiunsi a lei
e mi piacque
quell’odore di fieno umido.
Quel lamento di desideri
ci piacque.
Ci tenemmo compagnia fino alla sponda del mattino.
Da quella promessa fummo uomo e donna.
Compresi la morte
– sempre immaginata come
un prolungatissimo nascondimento –
e imparai a seppellire i corpi
con fiori e cibo
perché potessero profumarsi e cibarsi
durante il tragitto.
Una sera
mi venne di levare lo sguardo in alto
– silenziosamente.
Sentii in me farsi tenera l’inquietudine.
Pazientemente graffiai sulla roccia
le cose che mi furono belle
e questo di me che avvenne
prima delle vostre teologie.
(da \"Il venditore di suoni tattili\" - 2007)
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Giovanni Abbate. “Neanderthal.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/giovanni-abbate/poezie/13979686/neanderthal

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