Poezie
Reclinato il capo spirò
1 min lectură·
Mediu
Dirigendosi verso casa
L’amante invisibile
Rimase fuori della porta d’entrata
Sibilando il vento.
“e voi chi pensate che io sia”
Anche la pioggia fa parte
Di trama e ordito
Così come il vento
E i filamenti dei pensieri che si scontrano
All’entrata del creato.
“ma voi, chi pensate ch’io sia”
L’ombra del nulla partorisce
Sorci ciechi
E gatti multicolore
Si dannano l’anima
Ridendo a crepapelle.
Vagamente assemblato
Il ritratto dell’amante
Mi rapisce.
Trema il mio dito indice
E l’anima del medio si eleva
E ripetere
“chi pensate che io sia?”
Se non la somma degli attimi che intercorrono
Fra il pensiero accartocciato alle mie membra
E il tuo bacio
Cosa sarò mai?
Nemmeno il respiro del giorno appena sorto
O il bagliore del silenzio rinato
Dopo l’urlo dell’amante impazzita,
girato l’angolo,
i vermi si ribellano
alla morta carne.
Tutto è compiuto.
Reclinato il capo spirò.
001191
0
