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Poezie

6.5.94

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Mediu
Assiso, in silenzio,
il tronco eretto,
gli occhi chiusi
a penetrare il cielo,
dietro il vetro
sporco d\'occhiate insicure.
Gli sguardi degli spiriti impercettibili,
più oltre i tempi silenziosi:
successivi,
susseguentesi
come le smorfie
sfruttate
dai Carnevali dalle centobraccia,
i coriandoli riflettono
le marachelle dei bambini
giù di corsa a a raccogliere caramelle.
Invidioso del sereno di questo cielo
un mazzo di chiavi
aprì la porta
dell\'inverosimile
e accese la miccia:
una sigaretta a tempo
un bacio in bocca
nella convergenza della carie;
la pallottola s\'inficcò nel cranio
e restò paralizzata
come il grido che squarciò il cielo.
Un altro ciclo,
fra un ponte
ed un sorriso
un inspiegabile
colloquio a rimorchio.
Un lembo di cielo
introduce l\'infinito.
Fermo il pensiero
a cogliere l\'espressione delle nuvole,
sottinteso il vento;
mi rapisce
il raggio di sole
che schiarisce una linea d\'orizzonte.
Al di là del Me
un minuscolo pezzetto d\'infinito.
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Paolo Silvestri. “6.5.94.” Atelier, Poezie.ro, https://poezie.ro/atelier/paolo-silvestri/poezie/13907136/6-5-94

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